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Che cosa succede al sangue quando si dona plasma? Una ricerca pubblicata su The Journal of Physiology ha provato a rispondere a questa domanda osservando che cosa accade nelle ore successive alla plasmaferesi. Lo studio ha analizzato alcuni cambiamenti nella composizione e nelle caratteristiche fisiche del sangue, insieme alla risposta dei vasi sanguigni, offrendo nuovi elementi per comprendere la fisiologia della donazione di plasma.

La ricerca, condotta da un gruppo di studiosi della University of British Columbia, ha coinvolto un gruppo di persone sottoposte a una donazione di plasma. I partecipanti sono stati esaminati prima della procedura, subito dopo e 24 ore più tardi. I ricercatori hanno misurato diversi parametri, tra cui viscosità del sangue, deformabilità e aggregazione dei globuli rossi e risposta dei vasi sanguigni.

La plasmaferesi consente di separare il plasma dalle componenti cellulari del sangue, che vengono restituite al donatore durante la procedura. Il plasma, costituito in gran parte da acqua e contenente proteine, sali minerali, ormoni e altre sostanze, viene invece raccolto. È proprio questa particolare modalità di donazione a rendere interessante lo studio della risposta dell’organismo. Subito dopo la donazione, i ricercatori hanno osservato un aumento dell’emoglobina di circa l’8% e della viscosità del sangue del 7,6%. È stata inoltre rilevata una temporanea riduzione della deformabilità dei globuli rossi, cioè della loro capacità di modificare la propria forma per attraversare i piccoli vasi sanguigni. Parallelamente, è aumentata di circa il 23% la risposta iperemica, un parametro utilizzato per valutare la capacità del sistema vascolare di aumentare il flusso sanguigno.

Alcune di queste modificazioni sono risultate transitorie. A distanza di 24 ore, la deformabilità dei globuli rossi era tornata ai valori precedenti alla donazione, mentre l’aggregazione risultava diminuita. Anche la pressione arteriosa sistolica è risultata più bassa dopo la procedura e il cambiamento era ancora osservabile dopo 24 ore. Per capire quanto di questi effetti fosse legato alla specifica procedura di plasmaferesi e quanto, invece, alla semplice riduzione del volume plasmatico, i ricercatori hanno effettuato anche un secondo esperimento. In questo caso hanno ridotto il volume plasmatico attraverso la somministrazione di un diuretico, confrontando poi le risposte con quelle osservate dopo la donazione.

Il confronto ha mostrato che alcune delle modificazioni rilevate dopo la plasmaferesi non potevano essere spiegate soltanto dalla diminuzione del volume plasmatico. Secondo gli autori, i risultati contribuiscono quindi a una migliore comprensione dei meccanismi attraverso i quali l’organismo reagisce alla rimozione temporanea del plasma. Pur presentando alcuni limiti, visto che il numero dei partecipanti è stato ridotto, la ricerca aggiunge comunque un tassello alla conoscenza della fisiologia della plasmaferesi, una procedura sempre più importante per la raccolta di plasma destinato sia alla trasfusione sia alla produzione di medicinali plasmaderivati. Comprendere come il sangue e i vasi reagiscono alla donazione può contribuire a migliorare ulteriormente le conoscenze sulla procedura e sulla risposta dell’organismo.

Il plasma rappresenta infatti una componente essenziale del sangue e una risorsa fondamentale per la medicina. La sua raccolta attraverso la donazione permette di ottenere una materia prima indispensabile per numerosi medicinali plasmaderivati, utilizzati nella cura di persone con diverse patologie. Studiare ciò che accade durante e dopo la plasmaferesi significa quindi conoscere meglio non soltanto il funzionamento del nostro organismo, ma anche una procedura sempre più importante per rispondere al fabbisogno di plasma.

(Fonte: Sito Avis Nazionale)